In garage hai una vecchia moto che non usi più, ferma da qualche anno e che magari apparteneva a tuo babbo o tuo nonno.

Cosa farnsene?

 

Le opzioni sono 3:

 

- la vendi ( difficile vendere una moto del genere a meno che l'acquirente non sia un appassionato e la moto sia perfetta e funzionante ) ;

- la butti ( non si buttano via le moto, BLASFEMI! ) ;

- la trasformi in special, Cafe Racer, brat o quello che vuoi tu!

Da cosi...

... a così !

Se la moto ha più di 20 anni viene considerata "d'epoca"!

Questo significa che la moto:

 

- è esente bollo ;

- l'assicurazione è agevolata ( intorno ai 100 € annui a seconda della compagnia assicurativa ).

 

Se vuoi affidare la tua moto per trasformarla in una Cafe Racer ( o anche solo per customizzarla ) contattaci o riempi il modulo qui sotto.

Contatti 

 

+39 331 8356160

info@puntomotocorse.com

Perchè ROCKER ?

La cultura rocker nasce in concomitanza con la maggiore disponibilità di denaro per la classe operaia, dovuta alla fine delle restrizioni imposte alla popolazione in seguito allaSeconda guerra mondiale, che era costata alla Gran Bretagna un notevole sforzo economico: nel frattempo, dagli USA arrivavano film, musica e modi di vita che vennero assimilati dalla società giovanile europea.

Il termine "rocker" fu coniato dagli esterni alla subcultura con accezione negativa, ma venne in seguito adottato dagli stessi rocker per definire sé stessi: altro termine in uso per definirli è greaser, anche se questi ultimi in realtà sono una subcultura a sé stante.

A causa del loro amore per le moto, vennero considerati l'antitesi dei mods, amanti invece degli scooter: ben presto la rivalità Mods & Rockers si trasformò in una vera e propria faida, con scontri anche molto violenti, come quelli di Bank Holiday o di Brighton Beach (vedi film Quadrophenia).

I "rocker" erano soliti possedere una motocicletta che essi stessi provvedevano a personalizzare, talvolta anche in modo estremo  dopo l'acquisto, cosi da  da renderle adatte alle corse (i modelli preferiti e utilizzati erano i modelli piu' sportivi  Triumph, Bsa, Norton, Vincent, Royal Enfield). La customizzazione delle moto comprendeva interventi radicali su ogni parte, dal motore, alle sovrastrutture estetiche, cerchi, sospensioni fanalerie, cromature etc nei garage improvvisati di periferia,dove  l'estro e la fantasia di ogni proprietario hanno fatto nascere autentiche opere d'arte pensate, nate e sviluppate tra muri di mattoni rossi macchiati d'olio , attrezzature semplici e improvvisate, ma da una passione smisurata e unica.Ogni moto diventava un pezzo unico, da mostrare  e da usare con orgoglio e vanto .

Si lanciavano poi in folli corse da un capo all'altro della città, percorrendo le grandi arterie metropolitane   che sfioravano  le periferie: generalmente una corsa cominciava ad un bar per terminare ....... in un altro bar ! 

I bar ( in inglese cafes, nel gergo "rocker caffs" e da qui il termine diventato poi  di uso comune per descrivere questo genere di moto in Cafè Racer ),  erano i luoghi dove le numerose  bande di rocker erano solite riunirsi in maniera molto rumorosa. I rocker non erano ben visti dalla società, che li riteneva invece pericolosi e diseducativi per i giovani: d'altro canto, a differenza di molte altre subculture contemporanee, essi (almeno nei primi periodi di vita del movimento) disprezzavano l'uso di droghe.

Cosa significa "Cafe Racer"

La parola Café racer nacque nel Regno Unito, durante la prima metà degli anni sessanta, per indicare in modo dispregiativo i motoveicoli che i giovani del movimento Rocker ostentavano, parcheggiandoli davanti ai locali pubblici da loro frequentati e caratterizzati dalla presenza esterna delle loro motociclette. Il primo di questi locali fu il 59 Club, mentre il più celebre è l'Ace cafe.

Questi motoveicoli erano motociclette stradali spogliate di tutto quanto legato al turismo e dotate di accessori specialistici e sovrastrutture modificate - spesso autocostruiti - in maniera tale da sembrare moto da competizione, ma il realtà utilizzate esclusivamente per fare bella mostra e appagare l'ego dei loro proprietari.

Raramente i proprietari si impegnavano in competizioni ufficiali, spesso questi si sfidavano in gare clandestine più o meno organizzate per poi concludere di fronte al bar dove condividere e talvolta esagerare le proprie imprese.

Negli anni settanta tale locuzione fu ripresa in Francia, con il significato di "pilota da bar", per indicare in tono ironico questa categoria di motociclisti.

Nel moderno uso lessicale, per Café racer si intende una motocicletta dall'aspetto sportivo, spesso in stile rétro, strutturalmente e meccanicamente comparabile ad una motocicletta di serie.

Con la diversificazione del mercato della motocicletta il principio stesso delle Cafè Racer è venuto meno, in quanto ormai disponibili vere e proprie race-replica. Questa tipologia di motociclette è rimasta come filosofia e stilemi costruttivi nel mondo del custom (dall'inglese "to custom": personalizzare) dove ciclicamente riacquista popolarità.

Come distinguere una "Cafe Racer"

Le Cafè racer sono caratterizzate da una serie di modifiche estetiche, atte a valorizzare l'idea di velocità. Tra le modifiche estetiche, i primi componenti coinvolti sono gli alti manubri tradizionali, che, per modificare la postura del pilota, vengono sostituiti da bassi semimanubri che ricalcano quelli usati dalle moto da gara, mentre il sellone di serie è sostituito da una sella monoposto con codino e in taluni casi viene montato anche un cupolino aerodinamico anch'esso ispirato dalle competizioni. Poi si passa alle modifiche meccaniche, con sospensioni, freni, scarico, sostituiti da componenti più prestazionali oltre  al motore che viene sottoposto ad elaborazione.

A livello tecnico le modifiche i sono molto semplici, come la sostituzione dei filtri dell'aria con eguali più porosi, o addirittura la loro rimozione, e l'installazione di carburatori maggiorati. L'impianto di scarico è anch'esso oggetto di modifiche, sostituendo il terminale di serie con un tromboncino, come quelli usati dalle moto da competizione. Questa modifica è spesso accompagnata dalla eliminazione  del silenziatore. Gli ammortizzatori venivano sostituiti da modelli più corti e rigidi.

Al termine della trasformazione, la diversa e più distesa posizione di guida imposta dall'utilizzo di mezzi manubri e la diminuzione di peso rendevano le moto leggermente più performanti della versione di serie.

 

Fonte wikipedia.org

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